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Peter Halley

   

Peter Halley è un artista americano nato nel 1953 a New York.

Laureato presso la Yale University, a New Haven, ha condotto il suo dottorato presso l’Università di New Orleans nel 1978, rimanendovi fino al 1980, per poi tornare a New York.

Halley è tra i maggiori rappresentanti del movimento neo-concettualista degli anni '80. Il suo linguaggio artistico si basa sull'astrazione geometrica ed è solito realizzare dipinti di formato quadrato o rettangolare che lui stesso definisce "celle" o "prigioni" che si relazionano tra di loro mediante condotti a sezione quadrata, rappresentando la crescente geometrizzazione dello spazio sociale del mondo tecnologico ed elettronico contemporaneo. La geometria minimalista richiama le schede dei circuiti elettronici e i colori utilizzati, intensi e brillanti, ottenuti grazie all'uso dei colori Day-Glo, rimandano alle ondate di flussi luminosi prodotti dalla società tecnologica.

Ha esposto nelle più’ importanti gallerie e istituzioni museali internazionali tra cui il Museum of Modern Art di New York, il CAPC Musee d’Art Contemporain di Bordeaux, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Dallas Museum of Art, il Folkwang Museum di Essen e il Butler Institute of American Art a Youngstown.

Halley ha scritto e pubblicato testi su arte e cultura, affrontando i temi dello strutturalismo, il post-modernismo, la rivoluzione digitale degli anni Ottanta. Nel 2001, ha ricevuto il Frank Jewett Mather Award dal College Art Association negli Stati Uniti per la sua scrittura critica. Ha insegnato alla Columbia University, alla University of California di Los Angeles e alla School of Visual Arts. E' stato direttore del Graduate Studies in pittura e incisione presso la Yale University School of Art (2002-2011).

Vive e lavora a New York.